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Un campanile di chiesa immerso in un paesaggio campestre (16) diventa nell'arco di qualche anno il motivo preponderante di nuove opere in cui prende corpo uno sviluppo tutto verticale (17 - 18 - 19).
Nasce così uno spazio basato su di una relazione fra entità opposte che, come Mondrian dirà più tardi nei suoi scritti, diventano simboli plastici del naturale (orizzontale) e di ciò che più contraddistingue l’uomo nel contesto naturale, vale a dire, l’intelletto, la ragione e lo spirito che dalla terra si eleva verso il cielo (verticale).
Con le composizioni che si estendono in senso orizzontale lo sguardo si apre all'incommensurabile dimensione della natura, mentre con la verticale delle architetture tutto si concentra verso il contesto finito in cui l'uomo pensa,
progetta e costruisce per elevarsi da una primitiva condizione di natura.

 

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1901

2

1903

3

1905-06

4

1905-06

5

1907

6

1907-08

7

1907-08

8

1909

9

1909

10

1909

11

1909

12

1909

   

23

1912

 

Intorno al 1907 si nota un'apertura dei paesaggi che, rispetto agli scorci rurali degli anni precedenti (1 - 2 - 3 - 4), diventano delle ampie distese sconfinate (5 - 6 - 7 - 8). In questo periodo il pittore ritrae spesso dune deserte oppure lo spazio ampio del mare.
I paesaggi si spogliano di ogni traccia di presenza umana per sottolineare la continuità infinita dello spazio naturale.

Dice lo storico dell'arte Hans L. C. Jaffé: "Il suo confrontarsi nel 1909 con la dimensione infinita della natura coincide con la sua adesione alla Società Teosofica Olandese per la quale uno dei temi centrali era l'unione dell'essere umano con la dimensione infinita dell'universo.°

 

Dopo aver a lungo dipinto la natura nei suoi molteplici aspetti particolari, Mondrian sembra ora cercare un modo per esprimerla nel suo insieme. Scrive il pittore: "Ero impressionato dalla vastità della natura e volevo esprimere l’espansione, la quiete, l’unita".

In un paesaggio con mulino (4), la striscia bianca del cielo mette in evidenza l'espansione dello spazio naturale che in nuove opere diventa un'infinita continuità orizzontale (5 - 6 - 7), mentre dallo stesso paesaggio (4) emerge, per il verso opposto, la sagoma verticale del mulino (13 - 14 - 15).

Il mulino è un artificio edificato dall'uomo che contrasta con la natura primordiale, modificandola.
Il contrasto fra natura ed artificio si manifesta sia sul piano della forma (orizzontale e verticale) e sia su quello del colore con tinte calde contrapposte a tinte fredde come, ad es., un blu contro un rosso (15).

 


Le architetture sono fatte di sostanza naturale trasformata in artificio dall‘ingegno umano.
Pur essendo egli stesso natura, nel corso del tempo l'uomo ha generato un ambiente fatto di cemento, metallo e plastica; una sorta di "non-natura" che nel frattempo sta diventando
l'ambiente "naturale" in cui egli oggi vive.

Natura e "non-natura" o, come diceva Mondrian naturale e spirituale, trovano
nella contrapposizione orizzontale-verticale un equivalente plastico.

 

L‘equilibrio fra opposti, che in quegli stessi anni Mondrian intravede nella figura di un albero (23),
esorta a pensare l'artificio umano (verticale) in equilibrio ed armonia con la natura (orizzontale).

Il fatto stesso che l‘artista trovi in un albero la sintesi fra natura e non-natura fa pensare che Mondrian auspicasse una non-natura, od artificio umano, in equilibrio ed armonia con la natura.

Si pensi all‘odierna questione ecologica.

 

 

 

13

1907-08

14

1908

15

1911

 

16

1899

17

1909

18

1909-10

19

1911

Un faro che si erge lungo la costa è un altro motivo attraverso cui il pittore evoca in questo periodo uno spazio tutto verticale.

 

20

1909

21

1909

22

1909-10

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