L'arte moderna e contemporanea sembra aver perso contatto con il sacro.

Paul Klee dice che "scopo dell'arte è rendere visibile l'invisibile".
"L'arte deve esprimere l'universale". (Piet Mondrian)
Henri Matisse: "Ciò che cercate di esprimere è soprattutto l'unità".

Sembra che l'arte dei giorni nostri non tenga conto di questi maestri del pensiero visivo moderno.
L'arte, o meglio, ciò che oggi viene spesso chiamato arte, insegue frammenti di realtà e non sembra più in grado di restituirci una visione di più ampio respiro.
Senza considerare la grande quantità di ingombranti quanto insignificanti manufatti che riempiono oggi tante gallerie e musei di arte contemporanea.

Michel Seuphor, amico e collaboratore di Mondrian - anche lui artista, poeta e teorico dell’arte - ha così descritto l'opera di Piet Mondrian:
"Per la prima volta nella storia, uno di questi profeti è un'artista, un pittore. Per la prima volta, la presenza di un altro mondo in questo mondo è stata affidata ad un fabbricante di immagini. (...) Questa volta non si tratta di leggere né d'interpretare, si tratta di vedere. (...) Per quelli che sanno vedere, io credo che egli sia riuscito a porre il mistero in piena luce."

Porre il mistero in piena luce.

Raffaello Sanzio, La Disputa del Sacramento, 1908-10, Musei Vaticani, Roma.

Piet Mondrian, Broadway Boogie Woogie, 1942-43, MoMA, New York City

Ad un primo sguardo saremmo tutti certamente d'accordo nell'attribuire un valore sacro all'affresco di Raffaello ma desteremmo sicuramente dei sospetti se dicessimo che altrettanto si possa dire del dipinto di Mondrian. Non avremmo dubbi sul carattere sacro del dipinto antico perché in esso riconosciamo degli evidenti simboli della Cristianità come un altare con l'ostia, una colomba simbolo dello Spirito Santo, degli angioletti con i quattro Vangeli, la figura del Cristo ed un personaggio sopra tutti, immerso in un cielo d'oro, che fa pensare al Padre Eterno. Nel dipinto moderno vediamo invece delle rette perpendicolari scandite da un susseguirsi di piccoli quadratini ed intercalate da aree di colore più estese.

Che cosa può esserci di sacro in un'immagine priva di papi, santi ed angeli che volano in cielo?
Se al primo sguardo non sembra esservi alcun punto in comune fra le due opere, un'analisi più attenta svela delle interessanti affinità.
A distanza di quattro secoli le due opere ci parlano di aspetti sostanzial dell'esistenza umana. Lo fanno certamente in modo ben diverso poiché nel frattempo tutto è cambiato nella vita degli uomini. Tutto è cambiato ma certi tratti fondamentali della natura umana non sono poi tanto cambiati.

Possiamo sintetizzare come segue alcuni fra i temi cari ad ogni religione e ad ogni forma di spiritualità e di saggezza:

OSSERVARE OGNI FORMA DI VITA CONSIDERANDOLA PARTE DI UN PROCESSO CHE UNISCE TUTTE LE COSE.
Sia l'affresco antico e sia il dipinto moderno mostrano una molteplicità di parti che raggiunge l'unità. Apri scheda.

IMMAGINARE UNA REALTÀ INFINITA DI CUI LA NOSTRA REALTÀ È SOLO UNA PARTE; CONSIDERARE IL VISIBILE E L'INVISIBILE.
Le due opere presentano una realtà visibile ed un mondo invisibile ma non meno reale. Apri scheda.

CONTEMPLARE LA DUALITÀ CHE ANIMA L'ESSERE UMANO FRA LE CONTRASTANTI PULSIONI DEGLI ISTINTI E DELLA RAGIONE.
Il contrasto fra orizzontali e verticali è una resa plastica della dualità che muove l'uomo fra istinti naturali ed istanze razionali e spirituali. Apri scheda. In preparazione

Dopo aver esaminato l'opera di Raffaello e quella di Mondrian, vedremo opere di altri artisti allo scopo di evidenziare un filo comune che lega epoche e culture diverse nella trattazione pittorica di temi sacri. Apri scheda. In preparazione

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